Papa Sex
Papa Ratzinger ha 80 anni compiuti. Non c’è da
stupirsi se non trascorre giorno - ora che purtroppo ha alle spalle
l’intera vita trascorsa presumibilmente illibata - senza che in nome e per conto di Dio si occupi di sesso.
Il sesso degli uomini che lo inquieta. Il sesso delle donne che ha solo
immaginato. Il sesso dei riti coniugali che non conosce. La purezza
opposta al sesso. La procreazione opposta al piacere. Lo spavento per
l’omosessualità, la masturbazione, la pornografia. Una vera ossessione.
L’ultima è che “la contraccezione nega il significato stesso del matrimonio”.
La pienezza dell’amore, dice il Papa, non ammette preservativi, pillole
o il diaframma, anche se è disposto a chiudere un occhio sul calcolo
delle ovulazioni Ogino Knaus. Come se il Dio
universale si occupasse di frugare in ogni letto, quando cala la sera,
per controllarne il candore o l’impudicizia, la regolarità delle
intenzioni e dei metodi, proprio come facevano le nonne di casa
Gozzano, ignare anche loro di quanta impudicizia e di quante
irregolarità si nutra l’amore.
Quello che fa sorridere, di quei risibili precetti è il tono altisonante con cui vengono pronunciati
dai tempi dell’Humanae Vitae. Le sedi pomposamente dorate. Le
circostanze rituali che li accompagnano, ermellini, pergamene, scarpini
di seta. La convinzione che siano destinati a un gregge di quadrupedi e non a una contemporanea società di donne e uomini consapevolmente adulti.
Ma se uno considera i rischi planetari della demografia,
la povertà, la fame, le malattie, i dolori universali riservati ai
nuovi nati nei due terzi del pianeta, quei precetti d’alto intelletto,
sentenziati al sicuro, nel tepore dei ricchi palazzi vaticani, non
fanno più sorridere, ma risultano così irresponsabili da diventare offensivi. Il papa, a fine prolusione s’è lamentato che “i cattolici non ascoltano abbastanza”. Meno male.




