Pirate Pay bloccato l'accesso.
Roma - La Baia dei Pirati, quel "The Pirate Bay" che da anni tiene sotto scacco l'industria dei contenuti affermandosi come maggior snodo del mondo peer-to-peer, è meno facilmente accessibile dall'Italia ormai da molte ore. Stando a quanto emerso, infatti, la connessione alla Bay è al centro di una indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Bergamo.
Come già accaduto in passato per siti pedopornografici, agli ISP italiani è stato chiesto in questa fase di inibire l'accesso alle pagine della Baia: chi digitasse in queste ore la URL http://thepiratebay.org/ non riuscirebbe ad accedere con i mezzi tradizionali di navigazione alle pagine piratesche. Un blocco che sarebbe stato deciso nell'ambito dell'inchiesta tuttora in corso a carico dello snodo italiano colombo-bt.
Gli admin di Pirate Bay, sempre molto attivi nel combattere i tentativi di oscuramento in questo o di quel paese, hanno già iniziato a reagire mettendo in piedi labaia.org, accesso alternativo al momento funzionante. Come noto, l'industria della musica, del cinema e del software da anni denuncia le attività di Pirate Bay sostenendo che quelle pagine facilitino la condivisione globale di materiale protetto da diritto d'autore, scambiato senza alcuna autorizzazione. Una accusa che la Baia non ha mai respinto, anzi ha alimentato in più occasioni.
Vista la straordinaria rilevanza del sito pirata di origine svedese, uno dei siti più visitati del mondo, la notizia del blocco sta rimbalzando un po' ovunque e la Baia ha già annunciato che tenterà anche un ricorso contro il provvedimento del GIP di Bergamo. A Torrent Freak il più celebre degli admin della baia, Peter Sunde, ha dichiarato
nelle scorse ore che The Pirate Bay intende fare tutto il possibile per
rimanere accessibile agli italiani, ed anzi invita gli utenti del
Belpaese a contattare la Baia qualora abbiano intenzione di combattere
sotto il profilo legale le misure decise dalle autorità nostrane.
Come suo solito, brokep, non usa mezzi termini per attaccare. In un post pubblicato su labaia.org
afferma: "Siamo abituati al fatto che vi siano paesi fascisci che non
consentano libertà di espressione. Alcuni paesi più piccoli hanno
dittatori che decidono di bloccare il nostro sito perché possiamo
contribuire a diffondere informazioni che potrebbero essere loro
dannose". E aggiunge poi: "Abbiamo già cambiato IP per il sito web, e
questo consentirà l'accesso da metà dei provider. Vorremmo che tutti
spingessero i nostri amici italiani a cambiare i loro DNS ad OpenDNS in
modo che possano bypassare i filtri degli ISP. Questo consentirà loro
anche di bypassare altri filtri instalati dal governo italiano, come
bonus".
Al di là delle parole, ora si apre in Italia una partita
serissima per quelli di The Pirate Bay ma anche per i milioni di utenti
che ne hanno fin qui fatto uso liberamente: è la prima volta che le
autorità italiane bloccano un sito che non è "di nicchia" ma, appunto,
tra i più popolari della rete. Si vedrà: in mezzo c'è il sempreverde
conflitto tra il contrasto alla pirateria e alla violazione delle leggi
sul diritto d'autore, la libertà di espressione e la libertà di
pubblicazione e indicizzazione di link.
Tratto da punto informatico.
Per scavalcare il blocco imposto da telecom ai suoi dns:
- usare OpenDNS
- impostare nome -> ip [linux: sudo echo "nameserver 208.67.222.222" > /etc/resolv.conf]
- http://labaia.org




